Finestre

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"Grata" - 1997

T. M. tavola cm 36,5x52

"Finestra N.8" -1989

Olio su tavola cm 76x61

proprietà privata

"Finestra N.7" - 1989

Olio su tavola cm 66x92

"Finestra N.5" - 1989

Olio su tavola cm 58,5x73,5

proprietà privata

"Finestra N.12" - 1990

Olio su tavola cm 60x76,5

"Finestra N.1" - 1982

Olio su tavola cm 60x100

proprietà dell'autore

 

 

"Finestre come luogo di proiezione del vedere e dell'essere. Del resto, la poetica dell'oggetto ritrovato non era forse e non è parte di questa cultura? All'interno delle sue pieghe si imposta il dettato dei dipinti della Vettori che, ci inducono a considerare il senso dell'oggetto inteso come prodotto di una manualità che scompare.

 

Oggetto che riflette l'artigianalità iniziale di manufatto, nel calore della circostanza domestica dalla quale proviene (le finestre con le loro tende ricamate, inamidate, piegate ecc...). Ora, nel recupero di una dimensione oggettuale spinta ai minimo del minimalismo (dietro a una cornice o lo stipite delle "finestre" vi può stare il drappo decorato e impizzettato, ma anche la carta da pacchi reimpiegata "nature", un oggetto allusivo e simbolico come il cappio di una corda insieme ad un vaso di viole o di primule che riporta solo apparentemente alla quotidianità)."

"Finestre come diaframmi tra il visibile e l'invisibile, nelle quali si condensa il segno della lettura ottica del presente"

                  Francesco Barocelli

 

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